Risorse
Hashtag per parrucchieri: quali usare e quanti metterne
· 4 minuti di lettura
Gli hashtag per parrucchieri sono parole precedute dal cancelletto che aiutano a classificare un post. Se ne usano tanti, spesso copiati da liste trovate online, ma la maggior parte non serve a niente: sono parole troppo generiche, che si perdono in mezzo a migliaia di altri post.
Meglio pochi e scelti. Un hashtag utile dice di cosa parla il post e dove sei, così chi cerca lo può trovare.
Qui vediamo a cosa servono davvero, quali tipi usare per un salone o un barber shop e dove metterli.
A cosa servono davvero gli hashtag
Un hashtag è un'etichetta. Collega il tuo post a un argomento, e chi cerca o segue quell'argomento può trovarlo. Non è una formula magica e non fa arrivare clienti da solo: aiuta, ma il post deve essere buono.
Servono soprattutto per due cose:
- farsi trovare per argomento, da chi cerca per esempio un colore o un tipo di taglio;
- farsi trovare per zona, da chi abita vicino e cerca un salone in città.
Per un parrucchiere, il secondo punto vale quasi sempre di più. Un cliente che abita in un'altra città non verrà in poltrona da te. Quello della tua zona sì.
Conta anche la didascalia. Molte persone cercano scrivendo parole, come su un motore di ricerca. Scrivere nel testo del post «balayage» e il nome della tua città aiuta più di dieci hashtag a caso.
Hashtag per parrucchieri: i tre tipi da usare
Per un salone bastano tre categorie.
- Di categoria. Dicono che tipo di attività sei, come #parrucchiere o #barbershop. Sono molto usati: da soli, si perdono. Servono insieme agli altri.
- Di zona. Uniscono la tua attività al luogo, per esempio la parola «parrucchiere» con il nome della tua città, o il nome del quartiere. Sono i più utili, perché chi li cerca può davvero venire da te.
- Di argomento. Parlano del lavoro nel post: #balayage, #sfumatura, #tagliouomo, #barba, #colorecapelli. Cambiano a ogni post, secondo quello che mostri.
Puoi aggiungere un hashtag tuo, con il nome del salone. Non serve a farti trovare da nuovi clienti, ma raccoglie tutti i tuoi post e permette ai clienti di usarlo quando ti taggano.
Una buona regola è usarne pochi, per esempio tre per post: uno di zona, uno di argomento e uno di categoria o tuo. Meglio tre scelti bene che trenta uguali a tutti gli altri.
Dove metterli e cosa evitare
Puoi metterli in fondo alla didascalia, dopo il testo, separati da una riga vuota. L'importante è che il testo si legga bene e che gli hashtag non lo coprano.
Alcune accortezze:
- non copiare liste trovate online: spesso contengono hashtag che non c'entrano con il tuo post;
- non usare hashtag di argomenti diversi solo perché sono popolari: ti fanno arrivare persone che non cercano quello che offri;
- controlla il significato di ogni hashtag prima di usarlo, perché alcuni hanno un altro senso o raccolgono contenuti non adatti a un salone;
- non ripetere sempre gli stessi per mesi: cambia l'argomento a ogni post.
Per provare cosa funziona, osserva i messaggi e le visite al profilo dopo i post, senza aspettarti miracoli. Alla fine del mese guarda le statistiche del profilo: ti dicono da dove arrivano le visite.
Nelle storie gli hashtag servono meno. Puoi usare l'adesivo del luogo, che fa la stessa cosa e aiuta le persone della zona a vederti.
Domande frequenti
Meglio hashtag molto usati o poco usati?
Un misto. Quelli molto usati danno una grande vetrina ma tanta concorrenza; quelli poco usati sono più mirati. Per un salone vanno bene soprattutto quelli di zona e di argomento, che hanno una cerchia più adatta a te.
Devo cambiarli a ogni post?
Gli hashtag di argomento sì, perché cambia quello che mostri. Quello di zona e quello tuo puoi tenerli. Cambiare tutto a ogni post è una fatica che non serve.
Servono anche nei reel?
Sì, nello stesso modo: pochi e coerenti con il video. Nei reel conta soprattutto che il contenuto sia chiaro nei primi istanti e che la didascalia dica di cosa parla.
Il prossimo passo
Scrivi tre hashtag per il prossimo post: uno di zona, uno di argomento, uno di categoria. Se vuoi liberarti anche di didascalie e hashtag, ci pensiamo noi: nel piano del mese trovi testi e didascalie già pronti, e tu approvi dal telefono. Qui sopra, in tre domande, vedi una cifra indicativa.